My Hero Academia: All’s Justice la recensione, lo scontro finale arriva anche su Switch 2

My Hero Academia: All's Justice arriva anche su Switch 2, portando lo scontro finale e non solo, a un pubblico che potrà sfruttarlo al meglio anche in portatile. Ecco la recensione

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Quando Kōhei Horikoshi ha chiuso la serializzazione del manga nell’agosto 2024, ha lasciato un vuoto che l’industria videoludica ha cercato di riempire con la solita puntualità. My Hero Academia: All’s Justice, firmato da Byking e pubblicato da Bandai Namco, è arrivato su PS5, XBOX Series X|S e PC a inizio 2026, mentre da poco è toccato a Switch 2, con sette mesi di ritardo e una domanda legittima: serve davvero un’altra versione di un arena fighter già visto altrove? La risposta dipende da quanto vi importa avere in tasca la possibilità di vedere Deku e All For One prendersi a pugni.

Mettiamo subito le cose in chiaro: non è un picchiaduro tecnico. Non ci sono frame data da memorizzare né input da disciplinare per mesi. È un 3D arena fighter con scontri a squadre di tre personaggi, e la vittoria arriva eliminando tutti i componenti avversari. Il sistema è costruito per far sentire potenti anche i neofiti, e la scelta richiama molto il materiale di partenza, perché My Hero Academia è uno shonen in cui il talento si manifesta in “esplosioni”.

Il cuore del sistema è Rising, uno stato speciale che si attiva una volta riempita la barra e potenzia attacco, velocità di movimento e azioni dei Quirk. Funziona come una modalità turbo che premia l’aggressività e dà ai round quei picchi di intensità che un arena fighter deve avere per non appiattirsi. Si aggiunge la possibilità di alternare liberamente i tre membri della squadra, e qui il gioco guadagna profondità vera: cambiare personaggio a metà scontro non è un vezzo estetico, perché ogni eroe ha distanze, ritmo e strumenti diversi. Costruire sinergie tra i Quirk del proprio trio diventa il vero spazio di sperimentazione, quello che separa chi preme tasti a caso da chi comincia a pensare in termini di squadra.

C’è anche da dire che dopo qualche ora le combinazioni efficaci si assestano e il margine di crescita tecnica si riduce. Chi cerca un competitivo da torneo resterà quindi deluso, chi vuole divertirsi con gli amici o in solitaria invece no.

La guerra finale ha inizio

La Modalità Storia è la ragione narrativa del progetto. Copre l’arco conclusivo della serie, con dialoghi doppiati, sequenze realizzate con il motore di gioco e un taglio dichiaratamente cinematografico. Le scene scelte sono quelle che i lettori del manga e gli spettatori dell’anime aspettavano: la resistenza ostinata di Bakugo contro All For One, il percorso di Deku verso una forma di giustizia che include persino la redenzione di chi gli sta di fronte, lo scontro tra One For All e il suo antagonista storico.

Il giocatore quindi vivrà lo scontro in prima persona, senza guardarlo in modo passivo come succede nell’anime, e questo cambia il peso emotivo di certi passaggi. C’è però un rovescio della medaglia che sarebbe disonesto ignorare: la storia presuppone che conosciate la serie. Chi arriva digiuno di My Hero Academia troverà un susseguirsi di momenti topici privi del contesto che li rende memorabili. È un gioco scritto per chi ha già pianto davanti all’anime, palesemente.

Team Up Mission è la sorpresa

La modalità che meglio si distingue dal resto è la Team Up Mission, uno scenario originale ambientato in uno spazio virtuale di addestramento in cui si vestono i panni di Midoriya e dei compagni della Classe 1-A. Si forma una squadra, si completano esercitazioni, si affrontano Villain su una mappa dedicata. Il tono è deliberatamente leggero, un “giorno da eroe” all’Accademia U.A. che nell’anime funziona sempre e che qui funziona altrettanto bene come pausa dalla pressione degli scontri.

Non segue la trama principale, e proprio per questo è utile: obbliga a provare personaggi diversi, scoprire nuovi Quirk e sperimentare combinazioni che nella storia non avreste mai tentato. Completarla sblocca inoltre due contenuti extra. L’Archive Battle permette di rigiocare gli scontri più iconici dell’intera opera, non solo quelli della Guerra Finale. L’Hero’s Diary, invece, offre piccoli episodi inediti con i membri della Classe 1-A, momenti di quotidianità che aggiungono colore a personaggi che il fandom conosce a memoria.

Un roster che fa il suo mestiere

Il cast è il più ampio mai visto in un videogioco del franchise, e si sente. Ci sono gli studenti della Classe 1-A, gli eroi professionisti, i Villain principali e le versioni potenziate dei protagonisti. Ogni personaggio ha un Quirk che modifica realmente l’approccio al combattimento, e questo è il punto più importante: un roster ampio ma indistinto sarebbe stato solo una lista di nomi, mentre qui la varietà ha conseguenze sul gameplay.

A completare il quadro ci sono la personalizzazione di costumi, pose, esclamazioni ed effetti, che non incide sul gameplay ma permette di costruire la propria versione degli eroi, e una serie di minigiochi brevi, legati a singoli personaggi. Nessuno dei due è il motivo per acquistare il titolo, ma servono a spezzare il ritmo e a dare al pacchetto un’aria meno monolitica.

Come se la cava su Switch 2

La versione per la console Nintendo si presenta con una resa pulita e colorata, che rispetta lo stile cel-shading della serie, effetti dei Quirk spettacolari e un sonoro energico. Il banco di prova di un titolo del genere è la leggibilità: quando tre personaggi per parte si scambiano colpi, schermo e polvere volano ovunque, e la tentazione di trasformare tutto in un pastrocchio visivo è forte. Qui il caos resta governabile. Il gioco consente inoltre di scegliere tra doppiaggio inglese e giapponese, con sottotitoli e interfaccia in italiano, un dettaglio che per il nostro pubblico non è affatto secondario.

All’s Justice è un prodotto di servizio al fandom, costruito con cura, che trasforma un finale amatissimo in un’esperienza interattiva solida e sorprendentemente varia per quantità di modalità. Il suo limite è anche il suo pregio: parla a chi conosce già il mondo di Deku, e a loro offre quasi tutto quello che potevano chiedere. A chi non ha mai aperto un volume del manga consiglio di partire dall’opera originale.

My Hero Academia: All's Justice

My Hero Academia: All’s Justice su Switch 2 è la conferma che un videogioco tratto da un franchise popolare può essere onesto senza essere rivoluzionario. Byking ha costruito un arena fighter che sa esattamente a chi parla e non perde tempo a rincorrere il pubblico competitivo: il sistema Rising dà ritmo, il cambio al volo tra i tre membri della squadra dà spessore, la Team Up Mission offre uno spazio di sperimentazione rilassato e la Guerra Finale restituisce al fan la sensazione di essere dentro la battaglia anziché davanti allo schermo. I limiti ci sono e vanno detti: chi cerca profondità da torneo si stancherà presto, e chi non conosce la serie si perderà il peso emotivo di molte scene. Ma per chi ha seguito Deku fino all’ultima pagina questo è un titolo che sa ripagare l’affetto con generosità di contenuti e cura nella resa. Su Switch 2 gira con pulizia, mantiene leggibile il caos e porta in tasca un’esperienza che altrove richiedeva una console da salotto. Non è un capolavoro del genere, ma è un ottimo tributo a un’opera che lo meritava.

7.5 / 5

Pro
  • Il sistema Rising e il cambio personaggio danno profondità tattica accessibile
  • La Team Up Mission e gli sbloccabili aggiungono varietà
  • Roster enorme, con Quirk che cambiano davvero il modo di giocare
Contro
  • Margine di crescita tecnica limitato per gli esperti
  • La storia presuppone la conoscenza della serie
  • Minigiochi e personalizzazione restano accessori
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