Clive Barker’s: Hellraiser Revival, la recensione del gioco del maestro del cinema horror

Finalmente una delle icone dell'horror più famose al mondo, ha ottenuto il suo gioco dedicato ed è veramente qualcosa di magnifico che per lungo tempo abbiamo voluto e mai avuto

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Se siete nati alla fine degli anni ’80, sicuramente avete dormito male la notte, tormentati dagli incubi dopo aver visto in TV Hellraiser, film horror cult uscito nel lontano 1987 con protagonista Pinhead (testa piena di aghi) e creato da Clive Barker, regista e scrittore britannico che ha segnato una generazione intera. Sono poi arrivati svariati seguiti e un recente reboot, fino a giungere al videogame che stiamo per recensire, disponibile oggi su PS5/Xbox Series X/Nintendo Switch 2 e PC. Come nei vari film usciti ed anche nel gioco stesso, essi ruotano attorno ad entrare in possesso della configurazione della genesi, un misterioso cubo apparentemente innocuo ma dai poteri incredibili, tra cui la telecinesi ed anche il collegamento tra il mondo dei vivi e dei morti e molto altro ancora.

Un gioco angosciante, contorto e perverso

In questa trasposizione videoludica (che non è tratta da nessun film nello specifico ma solo ispirata), abbiamo come protagonisti Aidan e Sunny, due amanti molto focosi (così si direbbe a giudicare dall’intro del gioco), che tra una sessione erotica e l’altra, utilizzando il cubo in loro possesso ovvero la configurazione della genesi, a loro insaputa chiamano ed attirano l’attenzione dei cenobiti, dei demoni provenienti da un’altra dimensione il cui scopo è quello di entrarne in possesso, poiché essa ha veramente molteplici poteri e chiunque la vorrebbe. Essi, anziché entrare in possesso della configurazione della genesi, ottengono invece il consenso da parte del povero e sventurato Aidan, di portarsi all’inferno la sua ragazza Sunny, che ovviamente egli dovrà salvare da morte certa prima di essere sacrificata tramite un misterioso rito attraverso la tetra e spaventosa Chiesa Scarlatta. Così grazie all’aiuto della configurazione della genesi, Aidan si mette sulle tracce della fidanzata.

Definirlo horror macabro e malato è un eufemismo: le ambientazioni sono tetre, bordelli, club esclusivi riservati al sesso e sette sataniche (citazione da Eyes wide shut con Tom Cruise e Nicole Kidman ne abbiamo?) violenza gratuita e gore a non finire, squartamenti, litri di sangue e mutilazioni, ma anche parecchio sesso esplicito e brutale con pratiche sadomaso e BDSM, tanto e troppo al punto che sinceramente non consigliamo il gioco ai deboli di cuore anche per la dose di splatter presente nel gioco veramente infinita.

Gameplay già visto?

Se dal lato della trama si intuiva già dall’introduzione macabra del gioco, anche il gameplay non è particolarmente innovativo, diventando un miscuglio seppur ben riuscito ed amalgamato di vari giochi già visti tra cui in primis Resident Evil: Biohazard, anch’esso in prima persona esattamente come questo titolo su Hellraiser. Altri giochi a cui è ispirato, ci vengono in mente Dishonored primo fra tutti per quanto riguarda la componente “stealth” con arma bianca e Bioshock che faceva uso dei plasmidi (ovvero l’uso degli elementi attraverso le mani): qui analogamente avrete nella mano sinistra il famigerato cubo dai poteri magici e sconosciuti, che utilizzerete per risolvere i numerosi enigmi sparsi nel gioco e non solo.

Come già visto in altri titoli analoghi e dalla struttura simile, dovrete combattere sia con armi contundenti che avranno una loro durata che potrà essere ampliata, sia armi da fuoco con i pochi proiettili che troverete in giro esattamente come accadeva già in Resident Evil: Biohazard, dove andavano usati con estrema parsimonia. Dovrete inoltre forzare armadietti, eliminare furtivamente i nemici in modalità “stealth” e individuare passaggi, password e combinazioni per accedere a zone segrete. Sarà fondamentale fare affari con il mercante di turno: vi consigliamo di equipaggiarvi fino ai denti, dato che i nemici si riveleranno estremamente agguerriti e numerosi. Dal vostro canto potrete schivarli tramite il tasto apposito che sarà R1, ma dovrete trovare le armi giuste per quelli corazzati in quanto molte risulteranno totalmente inefficaci.

Non mancheranno sessioni dove sarete inseguiti da presenze veramente inquietanti dove dovrete semplicemente darvela a gambe a più non posso, tra stretti corridoi, trabocchetti, dungeon pericolosissimi, labirinti mentali e chi più ne ha più ne metta. Vi potrete curare tramite i medikit sparsi per i livelli di gioco ed altri oggetti curativi che ovviamente scarseggeranno, e dovrete usare saggiamente quando sarete veramente in difficoltà. A proposito della difficoltà, potrete scegliere tra vari livelli e cambiarla all’occorrenza e così magari ritrovarvi più munizioni ed oggetti curativi a livello facile. Per quanto riguarda invece la durata del gioco, la campagna si attesta sulle 10/15 ore a seconda dei collezionabili che vorrete trovare nelle mappe di gioco, che saranno classicissime e molto lineari, prive di ogni forma di open world degli ultimi anni, ma dove il backtracking farà da padrone per sbloccare sezioni precedentemente inaccessibili.

E tecnicamente che si dice?

Se trama e gameplay ci hanno convinti seppur abbastanza scontati sul lato delle aspettative, la stessa cosa vale per il lato tecnico che abbiamo trovato eccelso sia nella nostra prova della demo su PC, sia sul gioco completo su PS5. Il gioco in modalità performance gira a 60 frame stabili e senza rallentamenti, rendendo l’azione sempre frenetica, specialmente durante le fughe; anche il comparto audio risulta perfettamente in linea con le atmosfere tetre, coadiuvato da texture di ottima fattura. Al massimo possiamo dire che la grafica durante i filmati non sempre rispecchiava quella del gameplay, ma nulla di cui tener conto dopotutto. Diciamo una gioia (si fa per dire, trattandosi di splatter e violenza a non finire) per gli occhi visto che tutto scorre liscio come l’olio (o come il nostro sangue, quando molteplici demoni ci faranno a pezzi).

Avete sempre sognato un gioco su una delle più grandi e famose icone dell’horror di sempre e non lo avete mai avuto? Finalmente il vostro sogno è diventato realtà perchè questo gioco farà contenti tutti gli amanti dei film di Hellraiser di vecchia data, ma non solo… anche tutti i veri appassionati di survival horror in stile Resident Evil ma molto più violento e spietato, dalle dosi di violenza inaudite che solo a chi ha uno stomaco di diamante (o adamantio come Wolverine) possiamo consigliare. Passate pure oltre se pensate sia troppo per voi, ma sappiate che vi state perdendo un gran gioco.

9 / 5

Pro
  • Graficamente e tecnicamente bellissimo
  • Un sacco di sangue, mutilazioni, violenza gratuita e tanto sesso! Gli amanti di Hellraiser lo ameranno!
  • Campagna dalla giusta durata
Contro
  • Non riprende nessun film uscito in precedenza nello specifico
  • Trama banale ma comunque ugualmente coinvolgente
  • Gameplay non innovativo
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