Bluey’s Happy Snaps la recensione, scattiamo foto in compagnia di Bluey e Bingo!

Bluey’s Happy Snaps porta la formula di Pokémon Snap tra i luoghi della serie con autenticità, ma i bug e una camera poco intuitiva ne limitano il divertimento. Ecco la recensione!

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Bluey’s Happy Snaps prende il principio di Pokémon Snap, quello di esplorare un mondo per collezionare scatti, e lo trasferisce nei luoghi della famosa serie animata per bambini con un’aderenza che sorprende per precisione, tanto che il risultato è un gioco fedele fino al dettaglio, anche se troppe imperfezioni tecniche e di progettazione ne frenano l’esecuzione. Lo abbiamo provato su Xbox Series, dove arriverà il 15 ottobre 2026 con disponibilità fin dal primo giorno su Game Pass.

Chi ha seguito le uscite dedicate ai cani Heeler su console ricorderà che su Xbox sono già arrivati Bluey: The Video Game, un tentativo piuttosto elementare di portare il cartone nei videogiochi, e Bluey’s Quest for the Gold Pen, una sorta di “clone” di Zelda privo di combattimento che consideriamo largamente sottovalutato. Con questo nuovo progetto la direzione cambia in modo netto e il modello diventa la fotografia, una scelta che si accorda con il mondo della serie più di quanto si potrebbe immaginare a una prima occhiata, ma che avrebbe richiesto una rifinitura tecnica che qui non sempre si vede.

Un album di sticker al posto della trama

Non cercate una vera storia, perché il gioco non ne ha bisogno: Chilly e Bandit trovano una vecchia macchina fotografica istantanea, priva di qualsiasi marchio riconoscibile, e la lasciano provare a Bluey e Bingo, per cui da quel momento tocca a loro scattare in un viaggio tra gli ambienti più familiari della serie. L’assenza di una trama articolata sposta l’attenzione sulla struttura di raccolta! Rapidamente, e genuinamente.

Bluey’s Happy Snaps

Ogni ambientazione è accompagnata da un album, e quando i due cuccioli fotografano qualcosa di rilevante l’immagine viene conservata nel registro di raccolta dove compare uno sticker che certifica il ritrovamento. Per passare al luogo successivo bastano quindici figurine, mentre ogni livello ne contiene venticinque, così che il completamento totale resti una soddisfazione per chi la cerca e non un ostacolo da superare per vedere il resto del gioco.

Questo scarto tra quindici e venticinque è, a nostro avviso, la soluzione più intelligente dell’impianto, perché consente ai bambini più piccoli di avanzare senza restare bloccati da una singola foto introvabile e offre ai più ostinati una ragione concreta per tornare nei luoghi già visitati. La struttura a figurine, inoltre, trasforma ogni scatto in una piccola ricompensa visibile, e il piacere della collezione diventa il vero motore dell’intera esperienza.

Sette ambientazioni riconoscibili al primo sguardo

Le ambientazioni sono sette, compresa la casa dei protagonisti che ha un ruolo simile a quello di un hub, e comprendono luoghi che chi conosce la serie riconoscerà subito, come l’immancabile il parco. Ogni livello è realizzato in 2,5D, soluzione coerente dato che la serie è sempre stata realizzata in due dimensioni. Ne esce un ambiente d’animazione tradizionale, vicino all’impostazione di Octopath Traveler, in cui si esplora liberamente ottenendo foto bidimensionali che sembrano ritagliate da un episodio.

L’altra metà della fedeltà passa dall’animazione dei personaggi, curatissima, e dalla presenza dei principali doppiatori della serie, due elementi che fanno sentire dentro un episodio già dai primi minuti. I più piccoli, per i quali questa impressione è già una ricompensa sufficiente, potrebbero non tirare fuori la macchina fotografica nemmeno una volta, accontentandosi di vagare tra i luoghi nei panni di Bluey o di Bingo.

Quando si osservano le interazioni, l’autenticità viene confermata da piccoli dettagli di carattere: Muffin continua a essere irritante come nel cartone, Bingo resta un esempio da imitare per qualunque papà e gli amici possono essere radunati per un salto collettivo sul castello gonfiabile. Sono scene che sembrano uscite direttamente da un episodio, e questo sarà di certo apprezzato dai fan del cartone.

Bluey’s Happy Snaps

Come funziona la caccia alle foto?

Esistono due modi di affrontare i livelli, entrambi legittimi. Il primo consiste nel vagare senza una lista in mente, fotografando tutto ciò che appare insolito, e animali, oggetti e personaggi della serie diventano soggetti potenziali, mentre il secondo metodo segue da vicino il registro delle figurine: ogni soggetto occupa uno spazio grigio nell’album e, toccandolo con il cursore, si ottiene un indizio sulla sua posizione, trasformando la ricerca in una piccola corsa verso il punto indicato. Con ogni probabilità lo userete quando mancano pochi elementi per chiudere un’area, ed è proprio in quel momento che si dimostra più utile, evitando di battere a vuoto zone già esplorate.

Se il 90% del gioco è fare foto, restante dieci è composto da intermezzi tra un livello e l’altro, sezioni di osservazione in stile I Spy che richiamano da vicino Pokémon Snap: il percorso è su binari, il veicolo avanza da solo e il compito è fotografare animali dal mezzo in movimento, tra cui pipistrelli e pellicani. Sono le parti in cui il debito verso il gioco che ispira il progetto è più evidente, e funzionano come pausa dal vagabondare libero degli altri livelli.

Gli avvistamenti si possono scambiare con costumi e decorazioni, e il guardaroba per i due protagonisti è ben fornito, mentre nell’album si trovano alcune pagine da colorare che si possono sia disegnare sia incollare.

E la cooperativa?

Il gioco prevede una modalità cooperativa in cui due giocatori agiscono nello stesso momento, ed è integrata così bene da rendere la partita in singolo leggermente scomoda al confronto. Ci sono situazioni in cui si vorrebbe che un personaggio facesse volare un aquilone o soffiasse bolle mentre l’altro scatta, ma da soli è molto più complicato, mentre in due l’esito risulta affidabile e piacevole.

Per i genitori il suggerimento è quindi quasi implicito: l’esperienza migliora sensibilmente giocando in due, e il fatto che il gioco sia pensato per i bambini rende la cooperativa non tanto un extra, quanto probabilmente il modo più naturale di affrontarlo, soprattutto quando le azioni richiedono compiti separati (dopotutto Bluey e Bingo sono quasi sempre accompagnati dai genitori, no? ndr).

Bluey’s Happy Snaps

Qualche bizza tecnica di troppo

Sul piano tecnico il gioco esce con diverse incertezze, simili a quelle già incontrate in Bluey: The Video Game. Durante le nostre prove abbiamo avuto qualche piccolo problema audio, ma anche bug grafici di vario genere (buona parte di questi episodi si concentra nelle scene d’intermezzo), che speriamo vengano risolti entro il rilascio ufficiale.

In alcuni casi i problemi toccano il gioco vero e proprio, come interazioni che non scattano, o altri problemini un po’ più importanti a causa dei quali abbiamo dovuto ricominciare il livello. Frustranti abbastanza, questi problemi potrebbero minare l’esperienza di gioco, e anche in questo caso speriamo in una celere corsa ai ripari.

Anche l’usabilità presenta qualche nodo: premendo il pulsante della fotocamera non è possibile prevedere dove si sarà rivolto lo sguardo, e può capitare di ritrovarsi con l’inquadratura ruotata di centottanta gradi rispetto alla direzione del personaggio, con un senso di disorientamento completo proprio quando servirebbe precisione. In un gioco la cui azione principale è inquadrare, una camera che non si lascia prevedere è un difetto di impostazione e non un semplice fastidio.

Alcune foto seguono inoltre regole singolari: fotografare gli amici che rimbalzano non basta ad attivare lo sticker, perché il gioco richiede che saltino tutti insieme, e questa condizione si verifica soltanto dopo aver completato tutti gli altri scatti. Lo si scopre quindi solo a posteriori, dopo diversi tentativi andati a vuoto, e il motivo per cui la foto sembrava non valere resta difficile da individuare.

A tutto questo si aggiungono attese troppo lunghe per tornare a giocare dopo aver trovato uno sticker, interruzioni che, per un piccolo completista, possono diventare davvero frustranti, perché ritardano il passaggio da una raccolta alla successiva proprio nel momento in cui si vorrebbe proseguire.

Buono

Bluey’s Happy Snaps

Bluey’s Happy Snaps è un parco giochi fotografico che i più piccoli, e i genitori che li accompagnano, apprezzeranno soprattutto per l’autenticità con cui riproduce i luoghi, le voci e i comportamenti della serie, e l’idea alla Pokémon Snap si adatta a Bluey in modo naturale. Pesano però bug frequenti, una camera che disorienta e alcune regole di scatto poco chiare, difetti che in un titolo pensato per i bambini non dovrebbero costringere a riavviare i livelli; chi vuole una prima esperienza fotografica da condividere in cooperativa potrà comunque trovarvi molto, soprattutto considerando la presenza su Game Pass al lancio. Chi cerca solidità tecnica farà bene ad attendere qualche aggiornamento.

7 / 5

Pro
  • Sembra davvero di camminare dentro il cartone
  • L’idea alla Pokémon Snap funziona benissimo
  • Collezionare ogni foto terrà occupati i bambini
Contro
  • I bug obbligano a riavviare più volte
  • La camera risulta spesso disorientante
  • Regole di scatto bizzarre su cosa si fotografa
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