868 BACK la recensione, Michael Brough ritorna dopo 868 HACK
Dopo 868 HACK, Brough arriva col nuovo 868 BACK che amplia tutto quello che abbiamo visto nel primo capitolo. Ecco la nostra recensione di uno dei roguelike più interessanti del momento!
868 BACK è un roguelike con una fortissima componente strategica che rende il concetto di dungeon crawler qualcosa di diverso. Non ci sono castelli e non si affrontano piani esistenziali. I dungeon sono dei server informatici e le “armi” che avrete a disposizione sono dei software illegali e abilità di hacking. Tutto il gioco vuole farvi avere l’esperienza da hacker, dove dovrete riconoscere alla perfezione quando il gioco vale la candela oppure no. Ogni errore mette a rischio la run, e spesso bisogna essere velocissimi nel prendere le decisioni. Il gioco è disponibile per PC ma dovrebbe arrivare anche una versione per dispositivi iOS e Android. Ma chi l’ha sviluppato? Michael Brough, uno degli sviluppatori indie più influenti per quanto riguarda la scena roguelike.
I suoi giochi hanno avuto un impatto così influente da dare origine al nome “Broughlike“, un po’ come Soulslike, con la differenza che non indica un genere, ma solo una branca dei roguelike. Per questo nuovo progetto, 868 Back, il developer ha deciso di unire le forze con FINJI, lo stesso publisher di Tunic e Chicory, mentre la colonna sonora è affidata a Tara Macalister, meglio conosciuta col nickname yakfox.
868 Back è il seguito ufficiale di 868 HACK, considerato da tantissimi appassionati di roguelike come uno dei migliori, soprattutto per quanto riguarda la sfera mobile. Quindi significa che è come il primo, ma meglio? Non proprio. Brough ha deciso di introdurre nuove meccaniche e dare una struttura più ampia, rispetto al progetto originale. Scopriamolo meglio nella nostra recensione!
Scrivi il codice, sbaglia, ripeti
868 BACK è ambientato in un mondo dove il Mainframe non c’è più, e questo ha portato le MegaCorp a prendere il possesso del mondo. Il vostro ruolo sarà quello di hackerare e sabotare queste corporazioni, recuperando tutte le informazioni sensibili delle persone. L’obiettivo è, quindi, quello di infiltrarsi nei server nemici e smantellare il loro sistema dall’interno, usando gli stessi strumenti che le MegaCorp hanno creato per prendere i dati delle persone.
Per quanto riguarda il gameplay, Brough ha puntato tutto sulla costruzione delle combo. Durante i vari livelli possono essere utilizzate delle abilità, chiamate progs, che se concatenate riescono a risultare sempre più complesse e potenzialmente migliori. Sì, perché non è detto che la combo sarà quella migliore.
Inoltre, bisogna considerare che per poter usare le abilità dovrete pagare un costo, quindi essere troppo aggressivi potrebbe portare prematuramente alla fine della run. Non solo, più si va avanti, maggiori saranno le difese che dovrete superare, quindi sarà davvero una sfida strategica per avanzare. Pensavate fosse finita qui? No. Perché potete subire anche dei danni, e se ne subirete tre, sarà la fine per voi. Lo stesso vale per loro, però.
Per danneggiare i nemici basterà spingere la levetta verso la loro direzione, ma potete usare solo le quattro direzioni principali: su, giù, sinistra e destra. Per completare gli obiettivi dovrete raggiungere un certo punto della scacchiera, cosa non semplice se considerate che alcuni blocchi sono inutilizzabili perché vi sono posizionate le abilità e altri invece sono occupati dai nemici. Quindi non è solo una questione di sfruttare le abilità, ma anche di spostarsi. È una vera e propria caccia. In un certo senso ricorda Pac-Man, con la differenza che voi siete i fantasmini da cacciare.
Possiamo immaginare 868 BACK come una moneta: in una faccia bisogna accumulare dati e risorse, spostarsi bene sulla scacchiera per capire meglio come non sprecare abilità, dall’altra invece serve eliminare le minacce presenti nei server prima che il sistema di MegaCorp comprenda che c’è un intruso. Si tratta di un equilibrio che per chi ama i roguelike più ragionati e soprattutto punitivi, può essere davvero una manna.
Smontare il capitalismo col funk
Il comparto visivo di 868 BACK potrebbe risultare un po’ strano, se non avete giocato il primo capitolo. Il motivo? Ci sono un sacco di colori tra il blu e il viola, e sembra essere un pugno nell’occhio, ma in realtà ha tutto un senso per gli elementi che vogliono rappresentare. Certo, poteva forse essere creato in modo più pulito, ma non è impossibile da decifrare.
Ma ciò che sorprende di più, oltre il gameplay, è il lavoro di yakfox che ha realizzato una colonna sonora che unisce elettronica, dub, trip-hop e perché no, anche elementi funk. A dare un tocco di umanità ci sono delle voci registrate e percussioni, che aiutano anche a dare un po’ di organicità e soprattutto è perfetta per l’atmosfera del gioco.
868 BACK è, riassunto in poche parole, un’evoluzione del primo capitolo. Si presenta come più grande, più complesso e con più strati per quanto riguarda la creazione della strategia. Non è un The Binding of Isaac o un Hades, ma è capace di dire la sua. Ha davvero la strategia giusta per risultare tra i roguelike strategici migliori dei prossimi mesi, sempre se guardiamo al panorama indie.
868 BACK
868 BACK è uno di quei roguelike che non cercano di piacere a tutti e forse è proprio questo il suo punto di forza. Michael Brough prende la formula del primo 868 HACK e la espande con nuove meccaniche, una struttura più ampia e una componente strategica ancora più pesante. Il risultato è un gioco che premia la pianificazione ma anche la capacità di reagire rapidamente quando la situazione va fuori controllo. Tra i punti migliori ci sono sicuramente la profondità strategica, la forte identità artistica e una colonna sonora eccellente firmata da yakfox, capace di dare ancora più carattere all’atmosfera cyberpunk del gioco. Anche il level design convince perché obbliga a gestire contemporaneamente nemici, risorse e posizionamento. Ci sono però anche alcuni aspetti che potrebbero allontanare parte del pubblico. L’interfaccia e il comparto visivo possono risultare inizialmente confusionari soprattutto per chi non conosce il primo capitolo. Inoltre il livello di difficoltà è molto alto e il gioco punisce parecchio gli errori, cosa che potrebbe diventare frustrante per chi cerca un roguelike più immediato o spettacolare.
6.8 / 5
Pro
- Colonna sonora di yakfox davvero ottima
- Ogni scelta ha un peso reale durante la run
- Atmosfera cyberpunk riuscita e con una forte identità
Contro
- Interfaccia e impatto visivo inizialmente confusionari
- Difficoltà molto alta e poco permissiva
- Richiede tempo per comprendere bene tutte le meccaniche
- Alcune run possono diventare frustranti dopo pochi errori

