The Drama: Un Segreto è per Sempre la recensione, quando puoi dire di conoscere davvero una persona?

Vediamo insieme come The Drama, interpretato dalla splendida coppia Zendaya/Pattinson, ci racconta questa black comedy firmata A24 e Kristoffer Borgli. Ecco la nostra recensione!

A conferma che il 2026 è decisamente il loro anno, Robert Pattinson e Zendaya tornano sul grande schermo con The Drama: Un segreto è per sempre, il nuovo film di Kristoffer Borgli. Il giovane regista, giunto al suo quarto lungometraggio, non abbandona le relazioni umane a lui tanto care e racconta la storia di due promessi sposi alle prese con una forte ansia da prestazione in vista delle imminenti nozze, un mare di sentimenti contrastanti, ma soprattutto un non detto che fungerà da motore principale all’intera messa in scena. Scopriamo insieme che cosa The Drama e la coppia Zendaya/Pattinson abbiano da dire in questa nuova produzione griffata A24.

Quanto è opportuno condividere con il partner?

O se volessimo dirlo per esteso, “Quanto del proprio passato è davvero opportuno condividere con il partner prima del matrimonio?”. Domanda delicata in qualunque relazione, ancora più rischiosa quando il grande giorno è ormai alle porte. Eppure The Drama costruisce la propria struttura narrativa proprio su questa idea: che cosa succede quando una confessione improvvisa incrina l’immagine apparentemente perfetta di una coppia?

Dopo il surreale Dream Scenario col fantastico Nicholas Cage, Borgli torna a muoversi nel suo territorio: quello del disagio sociale, dell’imbarazzo elevato a forma di satira e delle dinamiche umane osservate attraverso una lente esterna deformante; ne viene fuori un’opera che mescola commedia rosa e nera allo stesso tempo, con una spruzzata di thriller psicologico e un’ambizione volutamente destabilizzante, volta a far spesso interrogare lo spettatore su cosa sia giusto o sbagliato, reale o non.

Al centro della storia ci sono Charlie (Robert Pattinson), un giovane storico d’arte britannico trapiantato negli Stati Uniti, ed Emma (Zendaya), donna brillante e magnetica. I due vivono una relazione apparentemente impeccabile e a culmine di ciò c’è il loro primo incontro che sembra uscito dalla più classica delle romcomedy: un equivoco iniziale, l’imbarazzo e la chimica immediata. Tuttavia, fin dalle prime scene, Borgli altera il tono con dettagli sonori e visivi inquietanti, quasi horror, che insinuano nell’occhio dello spettatore il sospetto che sotto la superficie i conti non tornino, che ci sia qualcosa di più.

Scomodo e provocatorio

L’equilibrio della coppia viene messo alla prova durante una cena tra amici che parte come un gioco alcolico, e degenera rapidamente in un esercizio di sincerità estrema: “qual è la cosa peggiore che tu abbia mai fatto?”. Da quel momento il film cambia pelle: ciò che emerge dal passato di uno dei personaggi è qualcosa capace di contaminare retroattivamente ogni momento della relazione, che sia di amicizia o di fidanzamento. È da questo momento che The Drama mostra il proprio lato più provocatorio, cambiando letteralmente registro.

La cangiante pellicola diretta da Borgli prende due elementi profondamente radicati nell’immaginario americano, quali la commedia matrimoniale e un trauma collettivo difficilissimo da affrontare e li costringe a convivere nello stesso spazio narrativo, in un sapiente alternarsi di momenti di verità e di finzione. Il film cammina costantemente su una linea sottile: satira? thriller psicologico? La risposta allo spettatore non è mai completamente chiara ed è proprio questa ambiguità il principale punto di forza della produzione.

Zendaya e Pattinson: la coppia che scoppia

Più che sulla rivelazione in sé, infatti, The Drama lavora sulle conseguenze emotive della confessione. Una volta ascoltata una verità del genere, è davvero possibile tornare indietro? I protagonisti iniziano a interrogarsi sulla persona che credevano di conoscere, e il film in maniera molto consapevole mette in scena un meccanismo tanto semplice quanto disturbante: l’impossibilità di dimenticare qualcosa che oramai, volutamente o non, si è radicata dentro il nostro io.

Pattinson sembra perfettamente a suo agio in questo registro di nevrosi trattenuta e vulnerabilità imbarazzata, terreno che negli ultimi anni ha imparato a frequentare con notevole disinvoltura (Die my love con Jennifer Lawrence ne è un esempio calzante); Zendaya, dal canto suo, lavora più sull’ambiguità emotiva, contribuendo a mantenere il personaggio in una zona di costante incertezza morale. La coppia funziona alla grande, con un’evidente complicità che traspare fin dai primi minuti e continua sino ai titoli di coda; sicuramente uno degli highlights della pellicola, anche grazie al largo minutaggio a schermo dedicato ai protagonisti. Anche i personaggi secondari funzionano bene, con un plauso particolare ad Alana Haim, la talentuosissima vera villain della vicenda che siamo certi sarà in grado di far saltare i nervi a più di qualche spettatore.

Un altro grande merito va alla regia messa in atto dal talentuoso regista, sempre interessante e in grado di catturare l’attenzione del pubblico; il montaggio è dinamico e la fotografia eccellente, con le scene del matrimonio che meritano una menzione extra e che, siamo certi, resteranno impresse nella mente dello spettatore. Non tutto, però, funziona con la stessa precisione: il film sembra meno interessato ad approfondire alcune implicazioni narrative della propria premessa, lasciando in secondo piano quesiti che inevitabilmente lo spettatore finisce per porsi e non risolvere. In certi passaggi si ha come l’impressione che l’idea concettuale, provocatoria e perfettamente costruita per generare disagio conti più della piena coerenza psicologica del racconto. Al tempo stesso invece abbiamo trovato il finale pungente e ben scritto, fedele al carattere dei due protagonisti, che conclude degnamente il racconto di Charlie ed Emma

Resta comunque un film coerente con la poetica del suo autore: tagliente, scomodo e spesso di cattivo gusto nel senso più calcolato del termine. Se con Sick of Myself Borgli appariva più diretto e meno raffinato nella sua satira del narcisismo contemporaneo, con The Drama sembra trovare una forma più sofisticata per parlare di temi quali identità, intimità e della fragilità delle narrazioni che costruiamo su noi stessi e sulle persone che amiamo. Nel suo canovaccio non è chiaramente un film pensato per rassicurare, né per offrire facili risposte; è piuttosto un esperimento cinico e intelligentemente disturbante sul peso dei segreti e sulla paura che il passato possa riemergere nel momento peggiore possibile e, nel mantenere viva questa tensione fino ai sopracitati titoli di coda, The Drama riesce a mantenere la promessa racchiusa nel suo titolo.

The Drama: Un segreto è per sempre

Kristoffer Borgli con The Drama è riuscito a creare sapientemente un esperimento di tensione emotiva, sospeso tra satira relazionale, black comedy e thriller psicologico. Pur lasciando qualche dubbio sul piano della coerenza narrativa, il film mantiene intatta la propria capacità di disturbare e mettere in discussione le certezze dello spettatore. Pattinson e Zendaya, coadiuvati da un brillante cast secondario, sostengono brillantemente la pellicola, raccontando una storia di paranoia e insicurezze. Imperfetto ma provocatorio, The Drama di A24 riesce nel suo ambizioso intento di restare addosso ben oltre i titoli di coda.

7.6 / 5

Pro
  • Zendaya e Pattinson brillanti
  • Regia e fotografia notevoli
  • Ottima sceneggiatura e soggetto
Contro
  • Può risultare esagerato e incoerente in alcune sue decisioni
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