Riftbound, il Regional di Sydney delinea il nuovo meta di Unleashed

Irelia vince, Aurora resta il problema da risolvere, Vex diventa la carta da rispettare e Teemo dimostra che il formato è molto più ampio di quanto sembrasse. Ecco il meta delineatosi dopo le regionali di Sidney

Il Regional di Sydney è stato il primo grande banco di prova competitivo per Riftbound: Unleashed, e il risultato più importante non è soltanto la vittoria di Irelia. Il dato davvero interessante è che il torneo ha mostrato un meta molto ampio, ancora in movimento, ma già segnato da alcuni punti fermi chiarissimi: Aurora è il motore più discusso del formato, Chaos domina la Top 8, Vex Apathetic condiziona intere strategie e le migliori liste non stanno semplicemente giocando carte forti, ma stanno scegliendo con estrema precisione quale asse del gioco attaccare. Dal materiale sul torneo emerge anche una partecipazione enorme, con circa 1.400 giocatori nel main event, e il peso di Sydney come evento capace di fissare il primo vero quadro competitivo di Unleashed.

La fotografia del Day 1 è già indicativa: LeBlanc è stata la Legend più giocata con il 7% di presenza, seguita da Master Yi e Irelia al 6%, Diana al 5%, poi Vex, Miss Fortune, Aurora/Viktor nell’area del 4%, con Fiora e Azir immediatamente dietro. Il punto non è solo che LeBlanc fosse la più giocata, ma che il mazzo più rappresentato arrivasse appena al 7% del field: un dato molto basso per un TCG competitivo e indice di un formato ancora estremamente frammentato. Non siamo davanti a un metagame già “definito”, ma a un ambiente dove più archetipi possono realisticamente aspirare al Day 2, anche se non tutti hanno la stessa qualità di conversione.

Ed è proprio la conversione a raccontare la seconda parte della storia. Master Yi Blademaster ha avuto una delle presenze più importanti nel Top Cut, ma il dato più impressionante è quello di Sivir, arrivata a una conversione del 37,5%. Sivir, però, va letta per quello che è nel contesto attuale: non tanto “Sivir pura”, quanto una delle migliori case per il pacchetto Aurora + Elder Dragon. Miss Fortune, al contrario, sembra aver avuto un weekend molto meno brillante sullo stesso asse, con una conversione intorno al 14,9%, segno che non tutte le shell Aurora sono equivalenti e che il modo in cui si arriva al payoff conta moltissimo.

Il podio

La vittoria finale è andata a Irelia, The Blade Dancer, un risultato molto coerente se guardiamo il meta da vicino. Irelia era già uno dei mazzi più solidi nel periodo precedente, ma a Sydney ha beneficiato di un ambiente concentrato su altri problemi: Aurora, LeBlanc, Vex e Diana. In altre parole, Irelia non è arrivata da outsider: è un mazzo fortissimo che in questo momento non ha più addosso lo stesso bersaglio che aveva in Spiritforged. La lista vincente sfrutta l’identità classica dell’archetipo, ma guadagna molto dai nuovi strumenti, in particolare dai Battlefield come Abandoned Hall, che premiano in modo enorme le sequenze di spell e possono trasformare una singola unità in una minaccia fuori scala. Se sommate questo a una signature spell come Defiant Dance, capite perché Irelia continua a essere una delle Legend più difficili da affrontare quando c’è un giocatore esperto alla guida del mazzo.

Il secondo posto di Sivir Aurora riporta però la discussione sul vero punto caldo del formato. Aurora non ha vinto il torneo, ma ha raggiunto la finale in uno scenario che sembrava già pesantemente preparato contro di lei. Questo è il dettaglio che dovrebbe far riflettere: quando un mazzo è molto atteso, tutti inseriscono tech mirate, e se nonostante questo riesce comunque ad arrivare in fondo, vuol dire che il suo asse di gioco è quantomeno da monitorare.

Il mazzo Sivir usa strumenti come Treasure Trove, Pack of Wonders e la produzione di Gold per aumentare consistenza e ramp, ma il cuore della minaccia resta la possibilità di convertire Aurora in Elder Dragon, soprattutto in combinazione con Flurry of Blades. La linea è brutale: se il Dragon entra e si riesce a sfruttare l’effetto che rende letale anche un solo danno, l’intero assetto sui Battlefield può collassare. È un piano molto potente, ma anche molto polarizzante, perché spesso l’avversario sente di non star giocando contro una normale sequenza di Riftbound, bensì contro una domanda: avete trovato Aurora nei primi tre turni oppure no?

Il terzo posto di Diana è l’altra grande conferma del weekend. Diana non è solo un mazzo “forte”: è un mazzo che combina reazioni, interazione e un pacchetto di spell capace di ribaltare combat step complessi. Moonfall è emersa come una delle signature spell più impattanti del formato, al punto da reggere il paragone con le migliori magie dedicate del gioco. La lista sfrutta anche carte come Starcross, Fading Memories, Frigid Jewel e Vex Cheerless, costruendo un pacchetto che non cerca semplicemente di controllare, ma di vincere le guerre di timing. Diana sembra avere un vantaggio importante rispetto a Ezreal nello stesso spazio cromatico: è meno lenta, chiude meglio e soffre meno i problemi di tempo che in Riftbound diventano reali anche per i giocatori più esperti.

Il quarto posto e la sorpresa

Vex Gloomist, quarta classificata, è forse il risultato più interessante da interpretare. Prima del torneo c’erano dubbi sul fatto che Vex fosse solo una versione meno convincente di Irelia negli stessi colori. Sydney non elimina completamente il dubbio, perché Irelia ha vinto, ma dimostra che Vex può costruire un’identità propria. La lista vista in alto è una combinazione di Hidden/Hold, con strumenti come Bandle Tree, Sona, Ember Monk, Evelynn Entrancing ed Emperor’s Divide. Qui il piano non è replicare Irelia, ma creare Battlefield “pesanti”, tenere posizioni e poi convertire improvvisamente grazie al riposizionamento. È un mazzo meno diretto, probabilmente più difficile da rendere consistente, ma Sydney dimostra che non è solo una teoria.

La sorpresa più bella del torneo resta però Teemo in Top 8. Non perché Teemo fosse completamente ingiocabile prima, ma perché la lista mostra un approccio molto preciso: un mazzo Hidden estremamente denso, costruito per massimizzare Teemo Strategist e trasformare ogni reveal in una grande pressione. La scelta di giocare una quantità altissima di carte Hidden, insieme a strumenti come Sprite Fountain, Bone Skewer, Windshear, Gorilla Warfare e persino una copia di Baron Nashor, indica un archetipo molto più aggressivo e coerente di quanto ci si potesse aspettare. La presenza contemporanea di Battlefield come Grove of the Godwillow e Arena’s Greatest racconta un deckbuilding non banale, orientato a linee di partenza specifiche e a un piano di hold molto più esplosivo di quello classico. Teemo non diventa automaticamente tier 1, ma da Sydney in poi non può più essere trattato come una curiosità.

LeBlanc e Sett, tra popolarità e attenzione

Discorso diverso per LeBlanc, che era il mazzo più giocato del Day 1 ma non è riuscita a trasformare la popolarità in vittoria. Qui bisogna essere cauti: LeBlanc resta una delle Legend con il ceiling più alto del formato, e la Top 8 piena di Chaos non era certo il percorso migliore per una strategia basata su reazione, pressione e gestione chirurgica delle risorse. La lista con Baited Hook, Karthus, Ruined Rex, Sacrifice e accesso a linee alternative come Everywhere at Once LeBlanc in sideboard dimostra che l’archetipo è ancora in fase di raffinamento. Non è difficile immaginare LeBlanc vincere un Regional futuro, soprattutto se il meta smette di essere così ostile o se i migliori giocatori trovano la configurazione più pulita.

Fuori dalla Top 8 immediata, Sett al nono posto merita comunque attenzione. La lista conferma che The Boss resta uno degli archetipi più solidi per chi vuole giocare una partita lunga, fatta di buff, controllo della lane e qualità media delle carte. L’inserimento di Irresistible Fae Folk, una sorta di charm , risolve uno dei vecchi problemi del mazzo: la qualità dei drop bassi. Sett non ha ancora dato l’impressione di essere il miglior deck del formato, ma è chiaramente un mazzo che può stare vicino alla vetta, e il nono posto per tiebreaker in un evento di queste dimensioni pesa quasi quanto una Top 8.

E il tema “Aurora” in generale?

Poi c’è il tema Aurora fuori dalle build “naturali”, forse il più importante per capire dove potrebbe andare il formato. Il Rengar arrivato in alto gioca Aurora dentro un pacchetto Dragon, con Herald of Scales, Gentle Gem Dragon, Thrill of the Hunt, Elder Dragon e strumenti come Skysplitter. In questo caso Aurora sembra quasi un pezzo in più: il mazzo ha un piano Dragon e Aurora funge da engine/pacchetto di pressione, non da unico scopo della lista. Il problema è proprio questo: se una carta è talmente forte da essere “troppo buona per non giocarla” in quasi ogni mazzo Orange, allora smette di essere una scelta e diventa una tassa di deckbuilding. Il discorso si vede ancora di più con Poppy, molto più all-in su Aurora, con payoff pesanti come Harness Dragon, Rift Herald, Ruination e Flurry of Blades. Qui la domanda competitiva diventa inevitabile: Aurora sta creando nuovi archetipi o sta semplicemente uniformando tutti i mazzi Orange attorno allo stesso finale?

Le carte più giocate e il meta

Anche le carte più giocate raccontano un meta preciso. Tra le unità, Thousand-Tailed Watcher al 31% resta uno dei grandi riferimenti del formato; Vex Apathetic al 27% è già una delle nuove carte più condizionanti; Scuttle Crab conferma il valore enorme dell’informazione in Riftbound, soprattutto perché sostituisce se stesso, può conquistare presto e permette di giocare sapendo davvero cosa l’avversario ha in mano. La presenza di Disarming Rake, Vilemaw, Lonely Poro, Noxus Hopeful e Plundering Poro indica un ambiente dove i drop bassi e le risposte a gear/board sono centrali.

Tra le spell, il dato è ancora più chiaro: Defy al 37%, Discipline al 34% e Gust intorno al 33% disegnano un formato in cui Calm è uno dei domini più affidabili e in cui il gioco di reazione sui Battlefield è fondamentale. Il fatto che Gust sia più giocata di carte storicamente centrali come Stacked Deck è uno dei segnali più forti del cambio di paradigma. Se giocate Fury, carte come Pouty Poro guadagnano valore proprio perché il formato è pieno di Gust. Starcross, infine, è la carta da tenere d’occhio: non solo per le interazioni con Fizz o per la qualità generale, ma perché è una delle tech più importanti contro Aurora. Può rimbalzare il Dragon in risposta al trigger, lasciando passare il danno ma impedendo che diventi letale. In un formato così condizionato da Elder Dragon, questo dettaglio vale partite.

Conclusioni

La conclusione è che Sydney non ha “risolto” il meta di Unleashed, ma ha dato al meta una prima gerarchia. Irelia è la miglior conferma competitiva, Sivir Aurora è il segnale d’allarme, Diana è probabilmente il mazzo più pulito tra quelli emersi, Vexe Teemo dimostrano che le dinamiche di Hidden/Hold possono ambire a posizioni importanti, LeBlanc resta il mazzo da specialisti, mentre Aurora è la carta attorno a cui ruota la discussione più importante delle prossime settimane.

Per il prossimo Regional, la domanda non sarà solo “qual è il best deck?”, ma una più scomoda: quanto spazio siete disposti a dedicare ad Aurora senza peggiorare il resto dei matchup? Perché Sydney ci ha detto una cosa molto chiara: il formato è largo, sì. Ma alcune carte lo stanno già costringendo a piegarsi attorno a loro.

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