Mistfall Hunter, la recensione: un “extraction” all’arma bianca

Un genere come gli extraction viene trasportato in un fantasy GDR. Ecco la nostra recensione di Mistfall Hunter, un esperimento che riesce a dire la sua, con qualche riserva.

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Due delle caratteristiche che più possono attrarre i giocatori verso un determinato prodotto action, hack ‘n slash o soulslike, sono il combat system e la progressione. Non sempre è facile conciliare queste cose in modo che siano entrambe al top, ma Mistfall Hunter ci ha provato, prendendo la struttura degli extraction game e sostituendo alle classiche sparatorie un sistema di combattimento che guarda molto più verso gli action GDR moderni. Senza dubbio ci siamo trovati di fronte un titolo accessibile, e divertente nel suo complesso, ma tuttavia con il passare delle ore mostra qualche problema proprio in quelle meccaniche che dovrebbero alimentarne la longevità. Abbiamo provato il titolo nella sua versione PS5, e tutti i termini legati ai personaggi che leggerete sono in inglese, perché purtroppo il titolo non è presente la nostra lingua. Ecco la nostra recensione!

Un extraction di ruolo: le classi

Il primo elemento che salta all’occhio è proprio il sistema di combattimento: in Mistfall Hunter dopo aver scelto la tipologia del nostro guerriero tra quelle disponibili, ci troveremo di fronte ad un tutorial che in poco tempo ci insegnerà i fondamentali. Il sistema prende chiaramente ispirazione dai Souls, anche se non raggiunge i livelli di difficoltà tipici delle produzioni FromSoftware. I combattimenti hanno un’impronta più arcade, con hitbox abbastanza generose e la possibilità di riposizionarsi anche durante un attacco.

Mistfall Hunter

Le classi disponibili tra cui scegliere sono 6, e ognuna propone un approccio differente per affrontare le spedizioni. Il Mercenary è ad esempio probabilmente il punto di partenza più immediato, grazie alla sua capacità di infliggere danni e la sua versatilità. Lo Whitered Knight sacrifica invece parte della potenza per una maggiore mobilità, mentre lo Shadowstrix punta ancora di più sulla velocità, sull’attacco a sorpresa e sui danni esplosivi.

Non solo classi principalmente melee, perché c’è anche la possibilità di creare un personaggio affine ad altro: il Sorcerer ad esempio si concentra sulla magia e sugli attacchi ad area, mentre Blackarrow permette di affrontare i nemici da una distanza maggiore. Infine c’è il Seer, classe di supporto che in solitaria perde gran parte della propria utilità, ma diventa decisamente più importante quando si affrontano le spedizioni in gruppo.

Ogni classe può utilizzare due armi, alle quali sono associate abilità specifiche. A questo si aggiungono gli alberi dei talenti, le gemme e altro, che permettono di modificare ulteriormente il proprio personaggio: possiamo quindi ridurre i tempi di ricarica, consumare meno stamina, aumentare determinate resistenze o costruire configurazioni completamente diverse rispetto a quelle previste inizialmente dagli sviluppatori.

Mistfall Hunter quindi dal punto di vista dalla sperimentazione con le build è davvero stuzzicante, perché le possibilità offerte dal sistema permettono di adattare ogni classe al proprio modo di giocare.

Mistfall Hunter

Limitare la frustrazione

Se c’è qualcosa che è la gioia e il dolore degli extraction game, è che quando una spedizione fallisce si può perdere tutto, dopo magari aver passato venti minuti a raccogliere equipaggiamento o aver ottenuto buoni risultati. All’effettivo, Mistfall Hunter prova a evitare proprio questa sensazione di tedio. In pratica, la morte non significa necessariamente tornare al campo base con le tasche vuote: se si perdono le armi migliori si possono utilizzare i Combat Bags, che permettono di ottenere equipaggiamento e consumabili di livello intermedio. Pip, il banditore presente al campo base, può addirittura regalarne uno dopo una sconfitta. Soekja, il Corvo Bianco Guida, può occasionalmente recuperare alcuni degli oggetti perduti, mentre Twig e il suo compagno permettono di ottenere ulteriore equipaggiamento attraverso le loro attività.

Anche i combattimenti contro i boss hanno una particolare via di fuga (che probabilmente sperimenterete nel tutorial): se veniamo uccisi, abbiamo una breve finestra di tempo per tornare nel nostro corpo e rianimarci. Tutto questo rende la progressione meno frustrante, e anche quando una spedizione finisce male, qualcosa rimane e il personaggio continua a crescere. Certo, avere successo è di gran lunga più redditizio.

Una progressione sbilanciata

Il problema è che questa scelta, dopo un po’, comincia a farsi sentire anche dall’altra parte. Il sistema di progressione funziona molto bene nelle prime ore, si sale rapidamente di livello, si sbloccano nuovi talenti e abilità, si trovano oggetti da vendere e si utilizza il Gyldenblod ottenuto per acquistare armi e armature migliori. Tuttavia procedendo e continuando a giocare ci si rende conto che proprio grazie alla “cattiveria” ridotta, perdere non fa poi così paura.

Il sistema dell’asta di Pip permette infatti di mettere in vendita le proprie armi e acquistare quelle degli altri giocatori. Questo significa che, dopo aver accumulato abbastanza risorse, anche una morte particolarmente sfortunata può essere superata semplicemente tornando al campo base e comprando quello che serve. Di conseguenza il bottino perde progressivamente parte del suo fascino, e gli oggetti che recuperiamo durante le spedizioni servono soprattutto a essere venduti e trasformati in risorse utili alla progressione. Raramente ci troviamo davanti a qualcosa che ci faccia pensare “questo devo assolutamente portarlo a casa”.

Non bisogna sottovalutare questa caratteristica, perché negli extraction game il rischio dovrebbe essere strettamente legato al valore di ciò che stiamo cercando. Qui, invece, il sistema fa di tutto per evitare che una sconfitta interrompa il nostro percorso e finisce per rendere meno importante proprio quella tensione che dovrebbe accompagnare ogni estrazione. Insomma, sembra una sorta di caramella per avvicinare al gioco anche il pubblico che non digerisce benissimo il genere.

A questo si aggiunge una quantità piuttosto elevata di valute e venditori, che nel corso delle ore iniziano a sovrapporsi. Il gioco vuole essere generoso con il nostro tempo, ma finisce per chiedere parecchia attenzione per seguire tutte le possibilità di acquisto, vendita e miglioramento.

Il problema del gioco in solitaria

C’è poi una scelta che personalmente trovo più difficile da digerire: la seconda mappa è preclusa ai giocatori solitari. Con appena due mappe disponibili al lancio, significa lasciare fuori dal gioco una parte consistente dell’esperienza per chi preferisce affrontare le spedizioni da solo (come ad esempio il sottoscritto). È un peccato, perché le spedizioni in solitaria funzionano anche relativamente bene. Ovviamente sono più lente e più ragionate, ci permettono di concentrarci sui nostri obiettivi senza dover coordinare ogni movimento con altri giocatori, e si avvicina un po’ di più all’esperienza che cercherebbe un fan dei souls.

Certo, alcuni boss d’élite diventano molto difficili da affrontare senza una squadra, e il Seer da solo perde gran parte del proprio senso, ma questo non significa che il gioco debba necessariamente impedire al giocatore solitario di accedere a una parte dei contenuti. Il multiplayer rimane comunque divertente e alcune classi trovano proprio nelle squadre il modo migliore per esprimersi, ma la progressione dovrebbe permettere di scegliere liberamente quale approccio adottare.

Il mondo e la nebbia

Dal punto di vista ambientale, Mistfall Hunter propone un mondo fantasy oscuro costruito attorno alla Gyldenmist, la nebbia che ha corrotto una civiltà ormai decaduta. Le due mappe disponibili presentano ambientazioni caratterizzate da porti in rovina, strutture industriali abbandonate e foreste corrotte, con una sfiziosa verticalità che permette di muoversi tra percorsi differenti e punti sopraelevati. All’inizio i waypoint risultano praticamente indispensabili, soprattutto perché gli obiettivi possono trovarsi a un livello completamente diverso rispetto alla nostra posizione, ma con il passare delle ore impariamo a riconoscere le diverse zone e la navigazione diventa più naturale.

Visivamente il gioco è piacevole, anche se non siamo davanti a un titolo capace di lasciare a bocca aperta per la direzione artistica. È più interessante il modo in cui gli ambienti riescono a restituire la sensazione di una civiltà consumata dalla Gyldenmist. Sul fronte tecnico, invece, l’esperienza rimane generalmente stabile, nonostante qualche segnalazione di latenza, disconnessioni occasionali e avvisi del server. La musica viene utilizzata con una certa parsimonia e questo rende alcuni momenti di tensione meno incisivi di quanto potrebbero essere.

Buono

Mistfall Hunter

Mistfall Hunter ĆØ senza dubbio un buon punto di partenza, ma con delle lacune di cui il team di sviluppo deve prendere nota. Si tratta di un extraction RPG che riesce a trovare una propria identitĆ  soprattutto grazie al combattimento e alle possibilitĆ  offerte dalle classi. Il sistema ĆØ immediato, le build permettono parecchia sperimentazione e affrontare i nemici corpo a corpo rende gli scontri PvP molto diversi rispetto a quelli degli extraction shooter tradizionali. La progressione ĆØ in ogni caso ambigua, con la morte che non ĆØ cosƬ punitiva come in altri titoli del genere, cosa che da un lato mitiga la frustrazione, ma che dall’altra riduce anche il peso delle nostre decisioni, e il bottino diventa soprattutto una risorsa da trasformare in denaro. Rimane poi la questione dei giocatori solitari, penalizzati dall’accesso limitato ai contenuti, che rappresenta probabilmente uno degli aspetti che andrebbe rivisto maggiormente. Il risultato finale ĆØ quindi quello di un gioco discreto e con delle ottime basi, soprattutto per chi ama sperimentare con classi e build, ma meno punitivo del previsto e con alcune questioni da risolvere.

7.2 / 5

Pro
  • Combattimento ispirato ai Souls efficace e appagante
  • Progressione generosa e frustrazione delle sconfitte "mitigata"
  • 6 classi differenti, realmente, e ottima personalizzazione delle build
Contro
  • L'abbondanza di valute e venditori appesantisce la progressione
  • Il bottino raramente dĆ  la sensazione di essere davvero prezioso
  • Precluso l'accesso di una delle due mappe ai giocatori in solitaria
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