Lanterns 1×04, la recensione: The Weenie è la svolta nella mitologia dei Green Lantern
Il quarto episodio della serie Lanterns bilancia con successo il crime drama con l'espansione della mitologia dei Green Lantern, introducendo elementi chiave. Ecco la recensione
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Arrivati al quarto episodio, Lanterns comincia finalmente a mostrare le proprie carte. The Weenie rappresenta un punto di svolta per la serie, perché quello che fino a questo momento era sembrato soprattutto un crime drama con qualche elemento fantascientifico inizia a lasciare spazio alla mitologia dei Green Lantern. La cosa più interessante, però, è che la serie non cambia improvvisamente pelle. Continua a muoversi tra indagini, sospetti e piccoli dettagli apparentemente insignificanti, ma comincia a collegarli a qualcosa di molto più grande. È proprio questo equilibrio a rendere l’episodio uno dei più riusciti della stagione.
Il mistero di Rushville prende forma
Il caso al centro di Lanterns continua a essere costruito con una certa pazienza. I Manhunter sono parte integrante dell’indagine, oltre a inserire nella storia uno dei grandi elementi della mitologia DC. Il dubbio più grande rimane però su cosa stia succedendo a Rushville, e su chi stia manipolando gli eventi. Soprattutto, non è chiaro quanto di quello che i protagonisti stanno scoprendo sia realmente ciò che sembra.
La serie continua a giocare con il linguaggio del thriller investigativo, lasciando che siano gli indizi e i sospetti a spingere la storia. Ogni nuova informazione apre una possibilità diversa e, invece di consegnare immediatamente delle risposte, la sceneggiatura preferisce aggiungere altri dubbi. Il rischio, naturalmente, è quello di accumulare troppi misteri senza riuscire a dare a ciascuno il giusto peso. The Weenie ci va vicino, perché tra Manhunter, tecnologia aliena, William Macon, Zoe e i collegamenti con il Corpo delle Lanterne Verdi, la carne al fuoco comincia a essere parecchia. Per il momento, però, il puzzle regge.
Finalmente vediamo cosa possono fare gli anelli
Uno degli aspetti più curiosi dei primi episodi era proprio il modo in cui Lanterns aveva scelto di utilizzare i poteri dei Green Lantern. Gli anelli erano presenti, ma la serie non sembrava avere fretta di trasformarli nel centro dello spettacolo. Nel quarto episodio questa scelta comincia a pagare.
Quando i poteri entrano davvero nell’indagine, i costrutti diventano strumenti utili alla storia e, soprattutto, permettono alla serie di mostrare quanto possa essere creativa questa mitologia quando viene inserita all’interno di un racconto investigativo. Il gigantesco trapano verde utilizzato durante l’infiltrazione è probabilmente l’esempio più evidente. È una scena che ricorda allo spettatore di essere davanti a una serie sui Green Lantern, ma senza distruggere il tono costruito nei primi episodi.
Hal Jordan resta il centro della storia
Kyle Chandler continua a essere uno dei motivi principali per cui la serie riesce a mantenere questa identità: il suo Hal Jordan è lontano dall’immagine classica del supereroe sempre sicuro di sé. È stanco, arrogante, spesso irritante e decisamente poco incline a raccontare tutto quello che sa. Chandler riesce però a evitare che il personaggio diventi semplicemente il classico poliziotto burbero. Dietro il cinismo di Hal si percepisce continuamente il peso degli anni passati come Lantern e, soprattutto, la consapevolezza di non avere più il controllo della situazione come una volta.
Anche Aaron Pierre continua a convincere nei panni di John Stewart, soprattutto perché la serie non lo tratta come una semplice versione giovane di Hal. John osserva, ragiona e affronta l’indagine con un approccio molto più metodico. È un personaggio che sta ancora cercando di capire quale posto occupare all’interno di un mondo che non conosce e che, episodio dopo episodio, gli mostra quanto sia più grande di quanto immaginasse. Il risultato è una coppia di protagonisti che funziona senza bisogno di trasformare ogni scena in un confronto personale.
Sinestro cambia completamente prospettiva
Se c’è un elemento che lascia davvero il segno in questo episodio, però, è Sinestro. Ulrich Thomsen interpreta il personaggio con una freddezza che evita completamente l’effetto “supercriminale arrivato per annunciare le proprie intenzioni”. Sinestro non ha bisogno di alzare la voce o di spiegare il proprio piano, perché è sufficiente la sua presenza per cambiare il peso di ciò che abbiamo visto fino a questo momento.
La sua introduzione amplia improvvisamente il mondo della serie. Fino a questo momento Rushville sembrava essere il centro del mistero; adesso diventa evidente che dietro quello che sta succedendo sulla Terra esiste una storia molto più ampia, legata direttamente al Corpo delle Lanterne e alle sue dinamiche interne. È una delle poche volte in cui Lanterns lascia davvero intravedere quanto possa essere grande il mondo che sta costruendo.
Il problema è la quantità di elementi
Il principale limite dell’episodio nasce proprio dalle sue ambizioni. The Weenie deve far avanzare l’indagine, sviluppare i protagonisti, introdurre nuovi sospetti, ampliare la mitologia dei Green Lantern e contemporaneamente preparare la seconda metà della stagione, e il ritmo ne risente in alcuni momenti.
Non siamo davanti a un episodio lento, ma a un episodio molto carico. Alcune informazioni arrivano rapidamente e non tutte hanno ancora un peso narrativo evidente. La sensazione è quella di trovarsi davanti a una serie di tasselli che dovranno trovare il proprio posto più avanti. Per ora è una scommessa che funziona, soprattutto perché la sceneggiatura continua a mantenere una certa attenzione per i dettagli. Ma arrivati a metà stagione, Lanterns dovrà cominciare a dare qualche risposta in più.
La posta si alza
The Weenie è probabilmente il momento in cui Lanterns smette di essere soltanto una buona serie investigativa ambientata nel mondo DC e comincia a diventare qualcosa di più. La componente crime resta centrale, l’atmosfera continua a essere uno dei punti di forza e il cast mantiene un livello qualitativo alto. Ma adesso la mitologia dei Green Lantern entra davvero nella storia, senza sembrare un’aggiunta obbligatoria per ricordarci quale sia il franchise.
Il quarto episodio non risolve il mistero, ma al contrario lo complica. Eppure, questa volta, la quantità di domande lasciate sul tavolo non sembra fuori luogo. Se la seconda metà della stagione riuscirà a mantenere questo equilibrio tra thriller, fantascienza e universo DC, Lanterns potrebbe diventare una delle produzioni più interessanti del nuovo corso televisivo dei DC Studios.
Lanterns 1x04
Lanterns arriva al giro di boa con un episodio che amplia finalmente il mondo della serie e porta in primo piano la mitologia dei Green Lantern. Il mistero si fa più intricato, Sinestro è una presenza inquietante e gli anelli iniziano a essere utilizzati con maggiore personalità. Qualche elemento di troppo rischia di appesantire la trama, ma per ora il puzzle continua a funzionare.
8.5 / 5
Pro
- Il mistero entra finalmente nel vivo
- Anelli utilizzati in modo più creativo
- Ottimo equilibrio tra crime drama e fantascienza
Contro
- La trama comincia a mettere molta carne al fuoco
- Alcune rivelazioni arrivano troppo rapidamente
- Non tutti i filoni narrativi hanno ancora lo stesso peso


