Zero Parades: For Dead Spies, la recensione: è davvero l’erede spirituale di Disco Elysium?
Zero Parades: For Dead Spies è davvero un "sequel spirituale" di Disco Elysium? Scopriamolo con questa recensione.
Zero Parades: For Dead Spies è il nuovo GDR realizzato e pubblicato da ZA/UM, lo studio che è riuscito a dare una scossa al mondo videoludico con il suo Disco Elysium. Il nuovo titolo uscirà il 21 maggio 2026 per PC, ma nel corso dell’anno è prevista anche un’uscita per PlayStation 5.
Lo sviluppo del gioco di ruolo è stato avvolto da una coltre di controversie: le figure chiave che hanno lavorato a Disco Elysium (e stiamo parlando del fondatore, dei creativi principali, del direttore artistico Aleksander Rostov e della scrittrice Helen Hindpere) non lavorano più nell’azienda dopo un’acquisizione societaria definita da tantissimi appassionati come “una frode”, dato che la community di giocatori ha visto la proprietà intellettuale “strappata a forza” dalle menti che hanno creato il primo progetto. Ciononostante, chi è rimasto in ZA/UM è riuscito ad avere un sindacato. Dopo tutta questa problematica politica del mercato videoludico, è il momento di parlare di Zero Parades: For Dead Spies e di tutto ciò che riguarda questo “Disco Elysium 2.0”
Una spia, un caso, una città
Zero Parades: For Dead Spies non vi farà vestire i panni di un detective amnesico, ma di CASCADE (nome reale Hersel Wil), un’operatrice che ha sempre brillato, ma purtroppo caduta in disgrazia dopo aver fatto qualcosa. Dopo anni rimasta nel Freezer, è stata richiamata in servizio, in quella che possiamo chiamare una città-stato dal nome Portofiro.
Quest’ultima è divisa in tre fazioni:
- EMTERR, che sono dei neoliberisti
- La Luz, che sono considerabili come dei fascisti
- Superbloc, l’opposto de La Luz
La missione, però, inizia malissimo. Sì, perché ritroverete il vostro partner in uno stato tra vita e morte. Quindi il vostro obiettivo sarà quello di capire come farlo tornare nel mondo dei vivi, senza fargli fare il passo verso l’oscurità della morte.
La scrittura non esula dal trattare temi che possono risultare tuttora spinosi, ma forse è proprio per quello che riesce ad attirare l’attenzione di moltissimi. Ovviamente CASCADE è una personalità diversa rispetto ad Harry, che somiglia di più al protagonista creato da Heinrich Böll nel suo romanzo Opinioni di un clown.
Sistema di gioco: le abilità di CASCADE e la gestione dello stress
Il personaggio principale di Zero Parades: For Dead Spies è personalizzabile, ma non nell’aspetto. Infatti potrete modificare solo il suo vestiario, in modo da variare al contempo la build che avete pensato per lei. Ma le cose che dovete davvero tenere a bada sono le tre caratteristiche principali. Quali sono?
Hersel avrà tre Facoltà: di azione, di relazione e di intelletto.
- La prima rappresenta tutto ciò che riguarda la fisicità dell’operatrice. Incluso lo stealth, vista la possibilità di avere Shadowplay, ed è l’opposto della Fatica
- La seconda riguarda le varie interazioni sociali di CASCADE, che possono essere anche influenzate dalla propaganda delle tre fazioni. A cosa è legata? All’Ansia
- Dulcis in fundo, abbiamo l’Intelletto, che gestisce tutto ciò che riguarda l’analisi della protagonista. Il malus è il Delirio
I tre malus: Fatica, Ansia e Delirio sono fondamentali perché possono rendere più facile o più difficile l’esecuzione di certe azioni, come quell’Impegno (l’uso di un terzo dado per avere una possibilità di successo in più). Qual è il problema, allora? Beh, se accumulerete 20 punti di una di queste caratteristiche negative, dovrete ridurre una positiva in modo permanente, rendendo il gameplay più complesso. Ovviamente è possibile utilizzare degli oggetti per ridurre questo punteggio, sempre visibile a schermo.
Un’eredità pesante: quanto somiglia davvero a Disco Elysium?
Una delle cose che rende il gioco più complesso è la mancanza dell’italiano. Qualcosa che rende più pesante un GDR come Zero Parades: For Dead Spies che punta molto sulla mente e meno sui muscoli. Una cosa che ricorda Disco Elysium. Infatti, possiamo dire senza troppi problemi che la formula di gameplay è la stessa: squadra che vince non si cambia, almeno per quanto concerne il gioco in senso stretto.
Questo perché vi ritroverete ad ascoltare moltissimi monologhi della protagonista, oltre ai dialoghi presenti in-game. Una delle cose presenti solo in Zero Parades: For Dead Spies riguarda i cosiddetti “Eventi Cruciali”. Ci sono alcuni momenti del gioco dove l’azione rallenterà moltissimo e bisognerà prendere delle decisioni in questo frangente. L’esito finale dipende, come al solito, dai dadi. Ma in questo caso potreste affrontare subito le conseguenze delle vostre azioni.
Prima abbiamo parlato di “più mente e meno muscoli”, e c’è una meccanica di Zero Parades: For Dead Spies che la rappresenta al 100%. Quale? Il Condizionamento. Ci saranno delle scelte da fare, in una sezione ad hoc del menu, quindi avrete tutto il tempo di affrontare queste sezioni di gameplay, che però potrebbero avere anche dei riscontri negativi, amplificando certe problematiche di CASCADE.
In generale, dovrete esplorare la mappa, affrontare ciò che la vostra mente vi permetterà di capire, interagire con tantissimi NPC e risolvere “il caso”, se così vogliamo chiamarlo. Se ci mettete litri di alcool e tante, troppe, sigarette avrete un ritorno a Martinaise (ovvero a Disco Elysium).
La difficoltà può sembrare altina durante le prime fasi di gioco, soprattutto se si vogliono lanciare i dadi. Però questa cosa va man mano scemando.
Un quadro imperfetto
I caricamenti di Zero Parades: For Dead Spies vanno più che bene anche se installate il gioco su un hard disk esterno, però dà il meglio di sé su SSD. Le uniche parti dove abbiamo visto il nuovo prodotto di ZA/UM crollare sono state le aree più vaste, dove ci sono stati dei piccoli rallentamenti.
Per quanto riguarda l’aspetto grafico Zero Parades: For Dead Spies è spettacolare, una telecamera a vista d’uccello (come Hades e Disco Elysium) con telecamera semi-fissa che vi permetterà di godere al meglio delle aree che sembrano uscite da un quadro fatto a olio. E a proposito di olio, le animazioni non scattano mai, rendendo il gioco molto fluido, rispetto al primo prodotto. Inoltre, quando si clicca varie volte per spostarsi nella mappa, si può vedere un po’ d’incertezza nell’animazione di camminata. Ma niente che possa davvero distruggere l’esperienza creata da ZA/UM, che è più che sufficiente. Insomma, ogni quadro ha le sue sbavature.
La musica e i suoni rispecchiano perfettamente la grafica di Zero Parades: For Dead Spies. Non è mai troppo soverchiante, ma nemmeno memorabile. Però riesce ad accompagnare la spia in ogni sua azione, andando anche a braccetto col periodo storico che racconta, ovvero una distopia della guerra fredda.
Zero Parades: For Dead Spies vuole essere qualcosa che va contro i colori accesi e le “lucine” che si incontrano spesso in titoli che vogliono lasciarvi a bocca aperta. Il fallimento non è la fine, ma solo una strada che può essere intrapresa, per poi uscirne in qualche modo, lancio di dado dopo lancio di dado. Le controversie sulle azioni intraprese dallo studio potrebbero gettare un’ombra sul titolo, così come qualche problematica tecnica. Nonostante questo però, è impossibile non vedere la firma di ZA/UM. Forse c’è così tanto da risultare come un difetto, visto che somiglia così tanto a Disco Elysium, ma è davvero un difetto?
Zero Parades: For Dead Spies
Zero Parades: For Dead Spies potrebbe essere uno di quei titoli che divide la fanbase: chi ha amato Disco Elysium si sentirà a casa, mentre chi sperava in qualcosa di diverso potrebbe percepire questo nuovo titolo come una copia carbone del primo capitolo. Possiamo dire che in un certo senso è così, e con tutti i tumulti di ZA/UM non sappiamo se premiare oppure no questa cosa. Fatto sta che i concetti dei due prodotti si avvicinano davvero tanto, ma senza mai toccarsi.
7.9 / 5
Pro
- Scrittura politica e psicologica molto forte
- Direzione artistica eccellente
Contro
- Assenza dell’italiano pesante per un gioco così testuale




